
Mostre

Beyond
Inaugurazione
Martedì 24 ottobre 2023 alle ore 18:00
Spaziotemporaneo
Via Solferino, 56
20121 Milano

Ho pensato il luogo dell’esposizione come un laboratorio in cui mettere sotto osservazione la materia che ottengo mescolando pigmenti, resine, oli e uovo, un impasto che rivendica una vita propria e che, nei vari stadi di addensamento ed essicazione, reagisce in modo differente alle manipolazioni a cui lo sottopongo, quasi fosse soggetto a variazioni umorali.
[…]
Sono affascinato da uno dei procedimenti di trasferimento degli affreschi, lo “strappo” che a differenza dello “stacco”, che tira via anche lo strato d’intonaco sottostante, riesce a prelevare la sola pellicola pittorica, quasi un gesto che estrae l’essenza della pittura. Ho raccolto allora le mie aggregazioni su lastre simili a vetrini da laboratorio, di dimensioni sempre più grandi, che dilatano la visione, amplificano il sentire, permettono alla percezione di sfiorare l’impalpabile. Un ancestrale istinto mi suggerisce che toccare, sfiorare, fissare lo sguardo sono le porte d’accesso di un altro sapere.


La scelta del metacrilato e del pvc trasparente mette in gioco un conflitto tra la materia pittorica organica, grezza, contaminata e il supporto algido e asettico. Materia pittorica e supporto non nascondono la loro eterogeneità, lasciando la pellicola di colore quasi sospesa su un piano immateriale, idealmente priva di contatto con qualsiasi superficie che pretenderebbe di fissarla, essendo essa invece desiderosa di muoversi, mutare, scivolare altrove.
[…]
Non cerco una forma definita e compiuta che pretende di dare un significato. Il risultato è uno stadio provvisorio di processi in corso che potrebbero proseguire verso ulteriori cambiamenti. Immagino di seguire questi processi alla ricerca di un oltre non solo fisico e concettuale ma anche temporale, in attesa di vedere cosa accadrà di quelle concrezioni che si agitano su quell’immobile trasparenza.
[…]
[…]
La musica è spesso una narrazione di processi costruttivi che racconta come il materiale sonoro iniziale sia stato sottoposto a trasformazioni, addensamenti, dilatazioni e svariati artifici compositivi. In modo analogo, nel mio comporre in pittura, mi interessa la rappresentazione di processi connessi a categorie percettive generiche, spesso di natura cinetica come il dirigersi verso, l’espandersi, lo scorrere e i loro opposti.
dal testo del catalogo
Strappo come materia morfogenetica pittorica rinnovabile all'infinito
Uno strappo, anziché lo stacco di materie indistinte applicate su lastre in plexiglass simili al vetrino da laboratorio o su grandi fogli di pvc trasparente, è già un environment artistico in sé. Non stiamo parlando di procedimenti di trasferimento di pigmenti degli affreschi, bensì di una rielaborazione tecnica e poetica di Nunzio Emilio Scibilia, musicista e pittore, sperimentata in opere incentrate sull’espressione di una soggettiva e sedativa oggettualità.
Segni, colori sfumati, accumuli e addensamento di impasti di materia a tecnica mista, imprimono sulle superfici traslucide come l’acqua, diafane come l’aria una temporalità estesa, definendo una zona intermedia, il regno delle evidenze, dove si tracciano genesi formali sorprendenti. Queste stratificazioni in bilico tra complessità, impulsività, decostruzione e composizione, erodono i fogli di acetato e assorbono luce con lampi cromatici trasformati in soggetti di attrazione tattile e visiva, nonché oggetto di riflessione estetica.
[…]
Osserviamo prelievi di materia che suscitano il desiderio di toccarli, di seguire con un dito le misteriose proiezioni immaginative di "ciò che non sappiamo di non conoscere”, che includono processi di trasformazione insiti in tutto ciò che è naturale. Le soluzioni aformali di Scibilia spaziano dal magma biologico e geologico, dalla mineralogia alle tecniche della pittura medioevale rielaborate con nuova sensibilità e in previsione di qualcosa d’altro, senza però definirlo.
[...]
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Il suo gesto, segno pittorico riceve, emette, immagina e porta in superficie informazioni di processi di cambiamento, in cui non c’è alcuna distinzione materiale tra noi e il resto del mondo.
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Pittura e natura sono circolari in queste “radiografie” della mescolanza dai colori “sporchi” e dal segno fluido e incisivo, in cui ogni minuscolo ed indistinto pigmento è materia dell’esserci qui e ora, un fenomeno che concretizza nell’immagine l’esistente, corrispondente allo stato di evoluzione di processi vitali di cui è fatta la sostanza umana, animale e vegetale nella loro multiforme apparizione.
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L’artista migrando da un’esperienza soggettiva a riflessioni collettive, dal segno alla materia, dall’intuizione al gesto, porta in superficie l’opportunità di afferrare gli elementi nascosti di un latente desiderio di fisicità, come medium di relazione con il mondo che siamo.
Jacqueline Ceresoli
dal testo del catalogo
Guardare le sue deflagrazioni materiche, lievi infezioni pulviscolari significa attraversarle, percorrerle con tutto il proprio essere, allo stesso modo in cui si ripercorrono le età geologiche della terra o le tappe dell’esperienza; il fruitore ha la sensazione di “toccare” con gli occhi la complessità del presente da indagare e non temere.



Intervista
“… ti si schiudano come occhi le mani”, poetava Paul Eluard. E guardare le deflagrazioni materiche di Nunzio Scibilia – in cui accumuli e addensamento di impasti di materia sembrano emergere dal magma indistinto biologico e geologico, si ha la tentazione di voler “toccare” oltre che vedere con gli occhi, ogni minuscolo e indistinto pigmento di colore (giallo ocra, azzurri, sfumature di grigio e di marrone, bianco avorio) in continua mutazione.
Cristina Tirinzoni
estratto da Scibilia: la seduzione della materia, Ultima parola
https://www.ultimaparola.net/scibilia-la-seduzione-della-materia/

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LA COMPOSIZIONE IN MUSICA E IN PITTURA
UNA CONVERSAZIONE
Sabato 11 Novembre 2023 ore 17:00
un incontro con il pittore e musicista Nunzio Emilio Scibilia e il compositore Vincenzo Parisi
in occasione della mostra Beyond presso la Galleria Spaziotemporaneo
intervengono:
Stefano Levi Della Torre, pittore e saggista
Gabriele Manca, compositore, docente di Composizione presso il Conservatorio G. Verdi di Milano
Ingresso Libero
Galleria Spaziotemporaneo, via Solferino 56, Milano 02 6598056 galleriaspaziotemporaneo@gmail.com




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INCONTRO CON GLI STUDENTI DI BRERA
in occasione della mostra Beyond
23 Novembre 2023




Settimana delle Culture 2018
Palermo
Algebra dell’Assenza
...[Nunzio Emilio Scibilia] trasforma le assenze in presenze attraverso installazioni: la sua musica, criptica, diagnostica, catartica ed evocativa, accompagnerà i disegni in vari luoghi, in Italia e anche in Svizzera. Percorre quindi la Penisola al contrario e torna nella sua Palermo, in occasione della Settimana delle culture 2018. E trova un posto, il posto, adatto all’istallazione: la cripta di Santa Maria del Piliere, nel bel mezzo di quella parte di Palermo che fu dilaniata dalle bombe del 1943.
[...]
Qui, in una cripta che ha una spiritualità sciamanica e cristiana allo stesso tempo, realizza l’installazione con le opere, la musica e la luce. L’effetto è sconvolgente, tanto criptico quanto eloquente. Le schede emanano una vita, una presenza, una storia, le storie: la storia italiana, la storia europea.
Il presente e il passato si fondono, resistono, si rigenerano: esistono. I numeri, i calcoli, l’algebra, il conto dei conti, in qualche modo presenta il conto. Captando la realtà dell’assenza e trasformandola in presenza.
La Settimana delle Culture termina, ma la mostra, l’istallazione, rimane, presente, un’altra settimana. Consiglio di vederla o, più precisamente, di viverla prima che svanisca dalla nostra Palermo Capitale. E oggi, anniversario della strage di Capaci, è probabilmente il giorno più adatto per ricordare Falcone in una cripta, con un’istallazione che permette, facilita, provoca la rievocazione della storia. E i suoi insegnamenti.
Perché “Algebra dell’Assenza” è una di quelle istallazioni che segnano un prima e un dopo, in un continuo temporale e artistico, che non si dimentica. Perché recupera una dimensione terrena e spirituale al tempo stesso, fondata sulla carne e sul dolore, sulla realtà e l’identità. La tragedia, da numero, da numeri, diventa personale, vicina. Certa.
E, per fare realmente passi avanti nella storia, è quanto mai necessario. Oggi
Gabriele Bonafede
dalla recensione su Maredolce.com
https://www.maredolce.com/2018/05/23/algebra-dellassenza-presenze-a-palermo/





Palermo, Cripta di Santa Maria del Piliere
video dell'installazione: https://www.youtube.com/watch?v=h_AqaIeJks4.

Torino
Museo Le Nuove
... al valore





Magliaso (Lugano)
Officinaarte
L'errore e il tempo







Torino
Galleria La Conchiglia




Milano
Villa Litta
Für nicht erhaltene Gnade
opera tra le vincitrici del Concorso promosso da ABC Milano Arte Contemporanea 2003
"Which Gods?"





E’ comprensibile che la committenza ufficiale chieda di mettere in mostra i propri dogmi in forme più o meno didascaliche. Ma forse è possibile un’arte sacra libera dall’obbligo della certezza, resa fragile e inquieta da dubbi e da interrogativi, tradotti in immagini che mostrano ciò a cui risulta difficile dare una definitiva risposta, anche dal punto di vista della fede. Un’arte interlocutoria, che susciti riflessione prima che adesione.
Da qui la mia scelta: una forma di arte sacra popolare quale riferimento stilistico per una rivisitazione che costituisca un contrappeso problematico alle soluzioni consolatorie.
[...]
L’opera è il progetto di un’ installazione: un ambiente con pareti sature di ex-voto alla maniera dei santuari in cui tali oggetti vengono raccolti.
Partendo dai contenuti e dal senso del sacro che gli ex-voto esprimono, ho rappresentato un’inversione di prospettiva, mantenendo intatto l’involucro formale: le immagini riguardano storie in cui la sorte avversa ha incontrato il silenzio di Dio.
Gli elementi iconografici sono legati da una storia, immaginata a partire dalla raccolta di documenti autentici.
Il protagonista è un giovane “appeso” ad una trave, ritratto in una foto scattata da un medico delle SS nel corso di esperimenti di volo ad alte quote condotti nell’infermeria del campo di concentramento di Dachau.
[...]
Le immagini sono disposte nel pannello in modo che i colori “pesanti” siano come precipitati verso il basso nelle fasce c e d, attratti dalla gravità di ciò che è ancora legato alla contingenza della materia e della storia.
Nella fascia b c’è solo il colore bianco, fase di passaggio alla fascia a, realizzata con colla e silicone, dove il colore quasi scompare per lasciare il posto a un’algida trasparenza di ciò che è diventato simbolo, segno, memoria, spirito.
L’immagine del giovane appeso si trova nella colonna centrale; ai suoi lati le immagini del braccio, della pelle, del viso, del cuore.
1ª colonna
Alcuni ex-voto consistono nella riproduzione del frammento anatomico
2ª colonna
In una singolare pratica “artistica”, messa in atto dai gestori dei campi di sterminio, la pelle delle vittime che portavano dei tatuaggi veniva utilizzata per creare dei paralumi “decorati”.
3ª colonna
Talvolta, a memoria dell’evento miracoloso vengono utilizzati come ex-voto anche stampelle, gessi e protesi varie.
Qui l’immagine di Appeso (3c e 3d) è preceduta dalle “protesi” che lo hanno sostenuto: in alto la trave, realizzata in silicone (3a), e l’imbracatura realizzata con pigmento bianco misto a gesso (3b). Insieme sono l’icona di un patibolo del XX° secolo non troppo dissimile da quello delle crocefissioni di due millenni prima.
4ª colonna
Un’inquadratura ravvicinata ci mostra il viso di Appeso. Sullo sfondo delle sue guance la scritta “ Ich küsse Dich herztlich” (ti bacio di cuore) fotografata dalla lettera di una madre che scrive al figlio detenuto nei campi.
5ª colonna
Per il ruolo simbolico e metaforico che esso riveste, l’organo interno più rappresentato negli ex-voto è il cuore. La tecnologia che rende oggi rappresentabile non l’organo fisico ma la sua attività, suggerisce metaforicamente l'immagine grafica di come battesse il suo cuore in quei momenti.
[...]
dal testo di presentazione dell'opera



Magliaso (Lugano)
Officinaarte
Mercato delle carte






Torino
ArtGallery37
Abstract dal catalogo
[…]Realto [Nunzio Emilio Scibilia], palermitano trapiantato a Milano, anche musicista, compositore,[…] da anni ha intrapreso una ricerca intorno al ricordo del segno, investigando una grafia emersa dalla materia e inclusa nel gesto concitato, alla ricerca di qualche traccia di appartenenza, identità, memoria, operando in una dimensione meditativa in cui tempo e spazio sembrano essersi annullati.
Dopo la serie di Cromotipi, l'autore intreccia pittura, musica con l’esistenza, dando forma a una poetica dell'immanenza con una selezione di opere presentate per la prima volta in occasione della mostra torinese, tratte dalla nuova serie Dialoghi Muti, su carta Hahnemühle preparata sulla base di tecniche pittoriche del' 400, con impasto di tempera d'uovo. L'autore con la materia istaura un rapporto feticistico in cui il di-segno dà forma a forze pulsionali che esigono organizzazione.
Dall'informe alla forma, e in queste carte l'emersione di segni sopiti sotto la polvere del tempo sembrano riaffiorare dall’alba del mondo come una alfabeto criptato risolto in stratificazione di pigmenti diversi: giallo ocra, azzurri, sfumature di grigio e di marrone, bianco avorio che qualificano il suo operare “bassomaterialista” di seduzione visivo- tattile da "toccare", oltre che da vedere. Le sue carte intrise di tracce, segni dal ritmo dinamico crescente rivendicano l'emozione del divenire in rapporto con la pittura, di un reale reinventato dal suo ricordo di muri fatiscenti di certi quartieri di Palermo, di pareti ricoperte di muffe, umidità, intonaco ingiallito dal tempo come tracce di vissuti strappate dal velo del tempo. Realto libera la composizione da ogni forma di rappresentazione, in cui la forza delle sue carte sta nella presentazione di una nuova impronta primordiale e sfuggente per sottrazione del mondo. […]
Jacqueline Ceresoli




Milano
Galleria Scoglio di Quarto
Dicembre 2024


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Principali mostre collettive
2002
18x24, 41artecontemoranea, Torino
2003
On the road art gallery - Gallarate
Mercato delle carte, Officinaarte, Magliaso (Lugano), Svizzera
Which Gods?, Villa Litta, Milano
2004
E.qui.libri, Officinaarte, Magliaso (Lugano), Svizzera
MEART, Mendrisio, Svizzera
2005
Quadreria, Galleria Micrò - Torino
Grigiori, Officinaarte, Magliaso (Lugano), Svizzera
2014
Visioni interiori, La Conchiglia, Torino, a cura di Roberto Borra
2015
Madre Italy, Art Gallery The Tabrnacle, Londra, Gran Bretagna
2017
Incontro d’arte a Pietrasanta, Daliano Ribani Arte, Pietrasanta
Astrazioni e figurazioni nell’arte contemporanea, Art Gallery 37, Torino
2024
Galleria Scoglio di Quarto, Milano
Mostre Personali
2007
L'errore e il tempo, Officinaarte, Magliaso (Lugano), Svizzera
2011- 2012
Al valore, Le Nuove, Museo del Carcere, Torino
2018
Algebra dell’Assenza, Settimana delle Culture, Cripta della Chiesa di Santa Maria del Piliere, Palermo
Algebra dell’Assenza, Erme, Cripta dei Cocchieri, Palermo
Installazioni musicali
2008
Lo sguardo abissale, Officinaarte, Magliaso (Lugano), Svizzera
